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La forma della Vespa è un marchio registrato e tutelato

La forma della Vespa è un marchio registrato e tutelato

La forma della Vespa è un marchio registrato e tutelato.

Stop pertanto alla pubblicizzazione, commercializzazione e a qualsiasi utilizzazione economica in Italia del modelli di scooter “Ves” delle società cinesi Znen (Zhejiang Zhongneng Industry Group e Taizhou Zhongneng Import And Export Co).
Questo è quanto statuito dal Tribunale di Torino con Sentenza n. 13811/2014 del 17 marzo 2017 , con la quale viene ordinata la distruzione e/o rimozione e/o il definitivo ritiro dal commercio di tutti gli esemplari di scooter “Ves”, prodotti e commercializzati in Italia.
La sentenza è stata emessa all’esito di un giudizio di accertamento negativo di contraffazione instaurato dalle stesse società Znen nei confronti di Piaggio, dopo aver subìto, nel corso della fiera Eicma dell’ottobre 2013, il sequestro dei propri modelli di scooter Cityzen, Revival e Ves in seguito ad un esposto-denuncia presentati da Piaggio & C. s.p.a.
Le società cinesi hanno chiesto accertarsi la nullità del marchio invocato dalla Piaggio per l’esecuzione del sequestro e che, in ogni caso, i sequestrati modelli di scooter “Cityzen”, “Revival” e “Ves” non costituivano contraffazione dei marchi nazionale e comunitario di Piaggio.
Il Giudice torinese ha invece accertato che la produzione e commercializzazione in Italia degli scooter delle società cinesi Zhejiang Zhongneng Industry Group e Taizhou Zhongneng Import And Export Co denominati VES costituiscono non solo contraffazione dei marchi di titolarità Piaggio & C. s.p.a., ma anche violazione del diritto d’autore di cui la Piaggio è titolare e concorrenza sleale ex art. 2598 c.c.
Nel corso della CTU è emersa la costante presenza negli scooter Vespa sin dal 1945 delle quattro caratteristiche individualizzanti lo scooter italiano che ne costituiscono “il cuore” e che l’hanno resa nel corso dei decenni un’icona simbolo del costume e del design artistico italiano, avendo acquisito tanti riconoscimenti dall’ambiente artistico (e non meramente industriale) e che ne hanno celebrato grandemente le qualità creative e artistiche.
Vediamo quali sono:

  • la forma a freccia dello scudo frontale: lo scudo frontale ha una parte inferiore inclinata rispetto alla parte superiore, in modo che il suo profilo laterale complessivo si presenti conformato come un segno a freccia approssimativamente simmetrica;
  • la forma ad Ω rovesciata: il sottosella a sbalzo firma un segno ad arco di cerchio che raccorda la sella e la pedana;
  • la forma ad X (che si lega alla bombatura della scocca a forma di goccia): la scocca presenta bombature a forma di goccia nella parte posteriore, che nel loro complesso rendono la parte posteriore della scocca somigliante all’addome di una vespa. E i due profili della parte anteriore della bombatura e del sottosella presentano un motivo complessivo caratterizzante avente curve a concavità opposte, che formano un segno simmetrico a forma di lettera X;
  • la sagoma posteriore della scocca, appunto: e cioè le due guance sagomate “a goccia” allungata posteriormente che coprono, da sempre, sostanzialmente con le medesime caratteristiche, il motore dello scooter.

Il CTU ing. Marietti ha esaminato i tre modelli di scooter prodotti dalle società cinesi, Cityzen, Revival e Ves, e ha accertato che il terzo costituisce contraffazione del marchio registrato Piaggio. In particolare si notano le tre caratteristiche identificanti il marchio Vespa, ovvero le forme ad Ω rovesciata, ad X e la freccia. In più, il carter posteriore presenta, in modo simile alla Vespa LX, una conformazione “a goccia” allungata posteriormente, anche se in modo leggermente meno accentuato rispetto alla Vespa LX.
Vi sono poi altri elementi comuni quali il faro anteriore circolare, gli specchietti retrovisori circolari, il profilo della sella, l’elemento sporgente applicato al parafango anteriore e la presenza di un tunnel centrale sulla pedana poggiapiedi.
Il CTU dà atto della presenza di elementi di differenziazione, quali il portapacchi anteriore e posteriore, le protezioni tubolari sul parafango anteriore e sul carter posteriore, nonché un faro posteriore conico e sporgente dalla carrozzeria.
Tuttavia il consumatore medio, pur essendo “attento”, tende a considerare i portapacchi come accessori che vengono solitamente installati dall’utente dopo l’acquisto e tende a trascurare, per la loro scarsa visibilità, le protezioni tubolari del parafango e del carter. L’unico elemento distintivo rilevante risulterebbe il faro posteriore, ma non è stato ritenuto sufficiente per allontanare il consumatore dall’impressione generale di richiamo del marchio Vespa, ovvero della Vespa LX.
Peraltro, le società cinesi non hanno lavorato di fantasia neppure nella scelta della denominazione: il marchio denominativo (Ves parte iniziale di Vespa) dimostrerebbe la precisa volontà di trarre indebito vantaggio dalla rinomanza e notorietà del marchio e dei prodotti della Piaggio.
Per tali motivi il modello Ves è stato ritenuto molto simile alla Vespa, costituendone contraffazione e la sua produzione è stata giudicata atto di concorrenza sleale.
Il Tribunale ha ritenuto altresì essere priva di fondamento la lamentata volgarizzazione del segno contestato di Piaggio. Il Giudice ha infatti precisato che “l’originalità e la riconoscibilità del marchio Vespa derivano, inoltre, dall’estrema diffusione della Vespa sul mercato italiano degli scooter, del quale essa occupa la quota maggiore”.
Il Tribunale di Torino ha infine accertato che le società cinesi hanno anche violato il diritto d’autore. Ha infatti affermato che la Vespa, pur essendo nata come un oggetto di design industriale, ha avuto così tanti riconoscimenti e premi dall’ambiente artistico che ne hanno posto l’accento sulle qualità creative ed artistiche: esposizione presso le collezioni permanenti di prestigiosi musei quali la Triennale di Milano e il MOMA di New York; presentazioni continue in occasione di fiere, convention o eventi, tra cui il Giro d’Italia, la Manifestazione MITO, la Maratona di Roma, le Mostre per i 150 Anni dell’Unità d’Italia, le sponsorizzazioni ai Nastri d‘Argento del Festival del Cinema, e in tutte le principali fiere di settore, come l’EICMA ed altre convention europee e mondiali; innumerevoli presenze anche in film, pubblicità, fotografie, che hanno come protagonista un mito.
Tutto ciò ha reso la Vespa un’icona simbolo del costume e del design italiano, di guisa da poter godere della tutela autorale.
Ed invero il diritto d’autore non protegge unicamente un design industriale che nella mente dell’autore dovesse sin dall’origine avere carattere creativo e sia stato concepito ai fini artistici, ben potendo tali due aspetti, ovvero la creatività e il valore artistico, essere acquisiti successivamente attraverso il riconoscimento collettivo da parte del mercato e degli ambienti artistici.