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E’ possibile prevedere l’assegno di mantenimento nel divorzio breve

E’ possibile prevedere l’assegno di mantenimento nel divorzio breve

L’articolo 12 del D.l. n. 132/2014, convertito dalla legge 162/2014 prevede la possibilità per i coniugi di separarsi o divorziare (o anche modificare le precedenti condizioni di separazione e di divorzio) in via “amministrativa”, senza comparire davanti ad un Giudice e senza la necessaria assistenza di un avvocato (sebbene sia in facoltà delle parti farsi rappresentare da un legale), comparendo davanti all’Ufficiale di stato civile al Comune.
Si tratta di una possibilità prevista per le coppie senza figli (di entrambi i coniugi) minori e senza figli maggiorenni incapaci, portatori di handicap o non economicamente autosufficienti.
La norma stabilisce che “L’accordo non può contenere patti di trasferimento patrimoniale”.
Tale ultima disposizione ha creato difficoltà interpretative.
Secondo una prima ricostruzione i coniugi non potevano prevedere né trasferimenti patrimoniali di immobili o di assegni una tantum, né assegni di mantenimento periodici. In tal senso si era espresso il Ministero dell’Interno e il T.A.R. del Lazio con la sentenza n. 7813 del 7 luglio 2016.

Lo stesso Ministero ha rivisto il precedente orientamento con circolare n. 6/2015, ammettendo che i coniugi possano prevedere nell’accordo di separazione o divorzio l’obbligo, a carico di uno dei due, di pagare un assegno di mantenimento periodico a favore dell’altro.
Di recente si è espresso il Consiglio di Stato (supremo organo di giustizia amministrativa) con la sentenza 4478/2016: con tale pronuncia i giudici hanno confermato l’ultimo orientamento del Ministero dell’Interno, sancendo la legittimità della circolare e stabilendo che la norma di Legge va letta proprio in questo senso.

I coniugi dunque, scegliendo di separarsi o divorziare davanti all’Ufficiale di stato civile del Comune:
– possono stabilire l’obbligo di pagamento di un assegno di mantenimento (o assegno divorzile) periodico;
– non possono prevedere il trasferimento di diritti reali (proprietà, usufrutto ecc);
– non possono prevedere l’obbligo di pagamento in un’unica soluzione (versamento una tantum) di un assegno di mantenimento o di divorzio.