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Il leasing immobiliare abitativo

Il leasing immobiliare abitativo

Con la Legge di stabilità 2016 (Legge 28/12/2015 n. 208, art. 1 commi da 76 ad 84) il Legislatore ha introdotto una nuova forma di finanziamento per l’acquisto di immobili ad uso abitativo: il leasing immobiliare abitativo.
Si tratta di una misura predisposta per soggetti che intendano acquistare l’abitazione principale per la propria famiglia. Non si parla dunque di “prima casa”: l’accesso al leasing immobiliare è consentito anche a chi sia già proprietario di altri immobili nello stesso Comune.
Con il leasing immobiliare chi acquista l’immobile – scelto, ovviamente dal soggetto interessato – è la banca o l’intermediario finanziario che poi lo concede in utilizzo (per un periodo generalmente compreso tra i 12 e i 15 anni) all’utilizzatore, dietro pagamento di un canone periodico. L’utilizzatore dunque abiterà subito nell’immobile, assumendosi però tutti i rischi, compreso quello dell’eventuale perimento: di qui, nella prassi, la stipula di un’adeguata copertura assicurativa a favore della banca finanziatrice.
Al termine del periodo del contratto, l’utilizzatore potrà decidere di riscattare l’immobile, versando un importo residuo generalmente compreso tra il 10 ed il 20% del prezzo dell’immobile, divenendone dunque definitivamente proprietario.

Tra i vantaggi di tale soluzione di finanziamento possono annoverarsi:

1 – La possibilità di avere un finanziamento pari all’intero prezzo di acquisto dell’immobile (mentre, normalmente, in caso di mutuo ipotecario le banche non concedono più dell’80-85% del prezzo di acquisto);

2 – l’utilizzatore ha diritto di detrarre dalla propria dichiarazione dei redditi i canoni di leasing per un massimo di euro 10.000 in caso di under 35 anni, e di euro 4.000 in caso di over 35 anni (la detrazione per i mutui ipotecari riguarda non l’intera rata ma i soli interessi passivi con un massimo generalizzato di euro 4.000 annui);

3 – non è dovuta alcuna imposta sostitutiva sul contratto di leasing, (il mutuo ipotecaria sconta, quando finalizzato all’acquisto dell’abitazione principale, un’imposta pari allo 0,25% del capitale mutuato);

4 – pur essendo il contratto di leasing un contratto di locazione con facoltà di riscatto, non è dovuta alcuna imposta di registro periodica;

5- al momento dell’acquisto la banca-intermediario finanziario, in quanto acquirente, pagherà, se il venditore sarà una persona fisica o se comunque l’operazione sarà esente da IVA, un’imposta di registro proporzionale pari all’1,5%. L’imposta proporzionale di registro per l’acquisto della prima casa ammonta oggi al 2%;

6 – non sarà necessaria la stipula di un contratto di leasing in forma di atto pubblico, e quindi non matureranno le relative spese notarili.

Nei contratti potrà essere prevista la possibilità per l’utilizzatore di cedere, anche a titolo oneroso, a terzi il contratto di leasing, sempre che tale cessione sia consentita dalla banca finanziatrice. In questo caso sarà il terzo a portare a termine il contratto ed eventualmente riscattare l’immobile alla fine del periodo di durata del contratto.
La norma prevede infine la possibilità per l’utilizzatore di chiedere una sospensione nel pagamento dei canoni, una sola volta e per un periodo massimo di 12 mesi.