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Il contratto di locazione non registrato è nullo e non va pagato il canone

Il contratto di locazione non registrato è nullo e non va pagato il canone

Il contratto di locazione non registrato è nullo.
Lo stabilisce la Legge e in particolare l’articolo 1, comma 346, della legge 311/2004: “i contratti di locazione (…) sono nulli se, ricorrendone i presupposti, non sono registrati”.
Lo avevano già affermato i giudici della Corte Costituzionale con la sentenza del 05/12/2007 n. 420 in cui si è affermato che la norma in questione ha elevato “la norma tributaria al rango di norma imperativa, la violazione della quale determina la nullità del negozio ai sensi dell’art. 1418 c.c.”
Lo ribadiscono i giudici della Corte di Cassazione con la sentenza 13 dicembre 2016 n. 25503: “la chiara lettera della legge non consente alcun dubbio”, un contratto di locazione non registrato “è giuridicamente nullo”.
Con tale sentenza la Cassazione ha affermato i seguenti principi: «a) il contratto di locazione non registrato è nullo ai sensi dell’articolo 1, comma 346, della legge 311/2004; b) la prestazione compiuta in esecuzione d’un contratto nullo costituisce un indebito oggettivo, regolato dall’art. 2033 c.c., e non dall’art. 1458 c.c.».

Ciò significa che l’inquilino:
1 – non è tenuto a pagare il canone di locazione se il contratto non è registrato e
2 – se lo paga ha persino diritto alla restituzione di quanto versato.

Per quanto riguarda invece il proprietario-locatore che cede in locazione un immobile senza registrare il contratto:
1 – non può chiedere il pagamento del canone;
2 – se riscuote il canone è tenuto a restituirlo all’inquilino;
3 – può ottenere soltanto il pagamento di un compenso per il vantaggio ottenuto dall’inquilino che ha goduto dell’immobile senza pagare, ma deve proporre specifica domanda giudiziale (c.d. domanda di indebito arricchimento, art. 2041 c.c.